Il progetto ALPIMED CLIMA prosegue lo studio del territorio per definire una carta del clima transfrontaliera e proporre strumenti di pianificazione territoriale più rispettosi dell’ambiente, particolarmente rilevanti in questi anni in cui ci troviamo di fronte all’urgenza del riscaldamento globale.

Tavolta, è utile analizzare situazioni che potrebbero disorientarci se non facciamo luce su quelli che possono diventare “falsi miti”. Una questione molto dibattuta, soprattutto nel nostro territorio transfrontaliero dove le montagne alpine sono protagoniste indiscusse e ospitano molti turisti in inverno, è che le stazioni sciistiche sono importanti produttori di gas serra.

Una ricerca condotta dal Politecnico di Torino dimostra infatti che l’anidride carbonica emessa in questo contesto è molto più bassa del previsto. I ricercatori hanno raccolto dati sul consumo di elettricità e di carburante per diverse stagioni nelle stazioni sciistiche di Limone Piemonte e Prato Nevoso, confrontandoli con il numero di skipass giornalieri venduti.
Il risultato è che ogni sciatore produce al massimo 12 chilogrammi di anidride carbonica al giorno, pari a un viaggio in auto di 100 chilometri o al trasporto di un chilo di fragole fuori stagione dall’America all’Europa. Questi primi risultati sono promettenti e permettono di prevedere azioni concrete per ridurli.

La maggior parte delle emissioni proviene da tre fonti: il funzionamento degli impianti di risalita, la battitura delle piste e la produzione di neve artificiale.
Grazie a una ricerca condotta da scienziati italiani, è stato possibile dimostrare che il funzionamento degli impianti di risalita genera la maggiore impronta di carbonio, ma che questa può essere notevolmente ridotta con una semplice azione come la regolazione della velocità degli impianti. Quest’estate si sta svolgendo un esperimento in Francia, presso il resort Isola 2000. 
Per quanto riguarda la battitura delle piste, anche in questo caso un esperimento ha concluso che il consumo di carburante è stato ridotto del 15% grazie ai ricercatori IMREDD e all’installazione della geolocalizzazione sui gatti delle nevi. Infine, un ultimo studio è riuscito a dimostrare che la produzione di neve artificiale è un elemento relativamente secondario nel fabbisogno energetico di un resort.

Oggi è tempo di essere “ancora più sostenibili“, ha detto Mauro Gola, Presidente della Camera di Commercio di Cuneo, durante la presentazione di questo interessante studio. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale mettere tutti gli attori del turismo invernale sullo stesso piano di informazione circa l’impatto reale delle loro attività sull’ambiente e inserire tutti questi nuovi dati nel contesto dei benefici economici e sociali a cui queste attività contribuiscono. È anche per questo motivo, e per meglio comprendere il tema dei consumi energetici legati all’innevamento artificiale, che la Camera di Commercio di Cuneo, con la collaborazione tecnica del Politecnico di Torino e del CSI, l’ente gestore di Cuneo Neve, ha realizzato una guida e un video esplicativo sul tema.

Questo è solo l’inizio di un grande cambiamento nel comportamento delle stazioni sciistiche, ma i primi risultati sono molto incoraggianti. Sono allo studio ulteriori riflessioni sull’utilizzo di energie rinnovabili e sul miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti, nonché sulla riduzione delle emissioni di CO2 durante la battitura delle piste. Grazie alle azioni sostenute dal progetto ALPIMED CLIMA, ora sappiamo dove concentrare i nostri sforzi per ottenere risultati concreti e sostenibili.