da Pascal Ruscica | 26 Ott 2021 | Alpimed Innov
Dal 1880 il rifugio “Emilio Questa” domina il Lago delle Portette nel cuore del Parco Naturale delle Alpi Marittime, nel comune di Valdieri in valle Gesso. Situato a 2.388 metri di quota sul livello del mare, quello che fu prima un ricovero militare e poi una caserma è oggi un campo base imprescindibile per le escursioni nell’alta valle Gesso. Gli appassionati di escursionismo che vi sostano ne apprezzano il comfort e l’accoglienza per consumare uno spuntino o per trascorrervi la notte e le migliori specialità della cucina piemontese deliziano il palato di tutti i visitatori.
È quindi per mantenere questo punto di riferimento storico che il PITER Alpimed, grazie al progetto singolo Innov, ha scelto di cofinanziare il ripristino dell’impianto fotovoltaico esistente, parzialmente danneggiato dalla Tempesta Alex, nonché l’installazione di una caldaia a gas. Lo scopo di questo dispositivo è ridurre il consumo energetico complessivo e riservare la produzione solare solo per l’acqua sanitaria.
Questo progetto è uno dei 25 selezionati dal GECT | Parco Europeo Alpi Marittime Mercantour per aiutare gli operatori turistici colpiti nell’ottobre 2020 dal passaggio della Tempesta Alex. Questo programma di interventi è stato indirizzato al sostegno di iniziative di attrazione del turismo transfrontaliero italo-francese e a promuovere azioni orientate al turismo sostenibile, con un impatto più contenuto sull’ambiente e più adeguate alle aspettative dei visitatori.
In totale sono stati erogati quasi 246.000 euro, una cifra che rappresenta il doppio della precedente campagna di raccolta fondi.
Questo progetto di ripristino dei pannelli solari è la logica continuazione dei lavori di ammodernamento e ampliamento iniziati nel 1952, ripresi e proseguiti nel 1986 e nel 1993 per dare al rifugio la sua struttura attuale.
Nel giugno 2021 ha assunto la gestione del rifugio il nuovo custode Marco Bassino, originario della zona: Marco trasmette a chi frequenta il suo rifugio l’entusiasmo e l’amore per il territorio con i quali è possibile vivere al meglio questo magnifico scenario naturale. E chissà, alla curva di un sentiero e incontrando un camoscio, uno stambecco, una marmotta o anche un gipeto, potrai scambiare due parole con la campionessa italiana di sci alpino Marta Bassino, che di Marco è la sorella.
Informazion: iIl rifugio è aperto continuativamente da giugno a settembre; è possibile avere ulteriori informazioni accedendo al sito www.rifugioquesta.it
da Pascal Ruscica | 8 Ott 2021 | Alpimed Clima
Grazie al progetto Alpimed Clima, si lavora perché i giovani di oggi diventino gli ambasciatori di domani nella lotta al cambiamento climatico. È questo il principale obiettivo del “Climate Change Camp”, il campus estivo gratuito per ragazzi della scuola primaria e secondaria di 1° grado che si è svolto negli spazi del Parco Fluviale Gesso e Stura di Cuneo tra fine agosto e inizio settembre 2021.
Attività ambientali, naturalistiche e scientifiche, con un focus specifico sul cambiamento climatico e sulle conseguenze che ne derivano, sono il mix di materie con le quali si sono confrontati i trentotto giovani ragazzi, dai dieci ai tredici anni di età, che hanno preso parte al camp. Nel programma, anche la visita all’Oasi naturalistica La Madonnina di Sant’Albano Stura, una delle zone umide più importanti del Piemonte frequentata da oltre 200 specie di uccelli. Una combinazione ben riuscita e che crea i presupposti per lasciare un’impronta forte nei partecipanti: “si tratta di attività concrete e immersive ma basate sempre sull’approccio ludico, che spingono i ragazzi a crescere in consapevolezza e ad uscire dalla propria zona di comfort per vivere esperienze formative”, spiegano gli organizzatori del camp.
Gli spunti li ha forniti Change, la mostra interattiva sui cambiamenti climatici allestita alla Casa del Fiume di Cuneo: un vero e proprio viaggio nel clima che cambia, per aiutare un altro cambiamento: quello che ciascuno di noi deve compiere per limitare l’impatto ambientale nostro e di chi ci circonda.
Per questo importante obiettivo ci si affida ai giovani e alla loro capacità di immaginare un mondo nuovo, nel quale i comportamenti possano cambiare per ridurre il costante surriscaldamento globale del nostro pianeta, e di saperlo comunicare alle famiglie e agli amici: la voce delle generazioni future che guardano, documentano e agiscono in protezione dell’ambiente è infatti una voce fresca e stimolante da ascoltare, capace di far riflettere anche gli adulti più diffidenti.
Non è un caso che una delle frasi chiave del camp sia “gli uomini sono come le ciliegie, uno tira l’altro”, perché è anche grazie al passaparola tra le proprie cerchie famigliari e di conoscenti che si riuscirà a diffondere un messaggio tanto centrale per il futuro della Terra.
L’iniziativa del “Climate Change Camp” è ormai un appuntamento fisso della fine estate cuneese, che neanche la pandemia è riuscita a fermare: sono diversi anni che i ragazzi, prima di ritornare a scuola, si trovano in una aula speciale, la natura, per studiare un tema importantissimo, i cambiamenti climatici. Durante le attività di ogni edizione, i partecipanti vengono stimolati sul fatto che il pianeta Terra è l’unica casa che abbiamo e che dobbiamo imparare a trattarla in un modo migliore dell’attuale, superando la troppo diffusa (e sbagliata) impressione che la sua gestione non sia un tema che ci riguarda direttamente.
L’edizione di quest’anno del camp, collocata nel programma di comunicazione promosso e organizzato nell’ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020 – PITER ALPIMED – Progetto CLIMA”, si è articolata in due turni: dal 23 al 27 agosto diciotto ragazzi della scuola secondaria di primo grado hanno partecipato al “climate change camp teens”, mentre dal 30 agosto al 3 settembre il “climate change camp kids” ha visto la partecipazione di venti bambini che hanno frequentato nello scorso anno scolastico le classi 4° e 5° della scuola primaria. Le attività, con base alla Casa del Fiume e con uscite sul territorio del Parco e in aree limitrofe, si sono svolte nella fascia diurna, nel rispetto delle disposizioni in materia di contenimento del contagio da Covid-19, ed erano riservate a ragazzi residenti nei comuni del Parco fluviale e del territorio del Piter Alpimed.
Commenti recenti