Le Alpi del Mediterraneo a Expo Valle Arroscia

Le Alpi del Mediterraneo a Expo Valle Arroscia

ALPIMED, il Piano Integrato Territoriale che unisce le province italiane di Cuneo e Imperia al Dipartimento francese delle Alpes-Maritimes parteciperà alla prossima edizione di Expo Valle Arroscia 2026 prevista dal 04 al 06 settembre 2026 a Pieve di Teco, la manifestazione che da anni rappresenta una vetrina privilegiata per le eccellenze della valle e del Ponente ligure, promuovendo prodotti tipici, artigianato, cultura, turismo e tradizioni locali.

Grazie al Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, soggetto attuatore della Regione Liguria del progetto,  per l’occasione Alpimed sarà presente con uno stand brandizzato con il marchio e i colori dell’identità visiva, pensati per rappresentare e promuovere il comprensorio transfrontaliero delle Alpi del Mediterraneo comprese tra Cuneo, Imperia e Nizza.

Con i 15 partner del PITER si è svolto un percorso partecipato per l’individuazione dei tratti identitari distintivi di questo areale, guidati da un team di ricercatori del Dipartimento Culture politiche e società dell’Università di Torino. Il prof. Barbera, la prof.ssa Gilli e la dott.ssa Brizio hanno infatti fornito supporto scientifico per la ricerca sociologica coinvolgendo numerosi stakeholder. L’itineranza tra Italia e Francia, la propensione a un rinascimento montano e l’opportunità di vivere la natura sono gli aspetti che riassumono il carattere di queste terre. Il report intitolato “Verso un’identità di territorio” è scaricabile dal sito www.alpimed.eu in lingua italiana e francese.

La partecipazione all’Expo Valle Arroscia 2026 si inserisce pienamente nella missione di Alpimed: favorire la cooperazione tra territori, valorizzare le produzioni locali e sostenere lo sviluppo di un’area che condivide storia, tradizioni, paesaggi e relazioni economiche. Attraverso la presenza in manifestazioni di rilievo come Expo Valle Arroscia, Alpimed intende creare occasioni di incontro tra comunità, produttori, amministrazioni e visitatori, contribuendo a rafforzare la visibilità delle eccellenze locali e delle filiere che rendono unico questo territorio.

Expo Valle Arroscia rappresenta quindi un’importante occasione per raccontare un territorio che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici, promuovendo una visione condivisa di sviluppo sostenibile, cooperazione e crescita. Conoscere il territorio e i suoi prodotti significa anche rafforzare il senso di appartenenza delle comunità che vivono nel territorio delle Alpi del Mediterraneo. Le tradizioni, i prodotti, i paesaggi e le competenze rappresentano un patrimonio condiviso che unisce le persone al di là dei confini amministrativi, creando un’identità comune fondata sulla collaborazione e sulla valorizzazione delle eccellenze locali.

Pipistrelli sentinelle del clima: al via il monitoraggio in alta quota

Pipistrelli sentinelle del clima: al via il monitoraggio in alta quota

Sulle Alpi Liguri Arpal registra per due anni gli ultrasuoni dei pipistrelli. Un monitoraggio tra Francia e Italia che usa la bioacustica per studiare animali molto sensibili al cambiamento climatico.

Ascoltare senza disturbare

I pipistrelli, o chirotteri, sono attivi al crepuscolo e di notte e si orientano con il suono: emettono ultrasuoni, che l’orecchio umano non percepisce, e ne ascoltano l’eco per muoversi e cacciare al buio. Su questa capacità si basa la tecnica scelta da Arpal, la bioacustica, per iniziare un monitoraggio di questi mammiferi. Uno strumento chiamato bat detector, cioè un registratore di ultrasuoni, coglie questi suoni e permette di rilevare la presenza delle diverse specie senza catturarle né avvicinarle. Dal tipo di suono si può capire anche cosa sta facendo l’animale: se sta cacciando, solo transitando o si trova in una zona di riproduzione. Tutto senza arrecare alcun disturbo.

Dalle grotte agli ambienti aperti

Non è il primo lavoro di Arpal sui chirotteri. In passato questi animali si studiavano soprattutto ispezionando iroost, cioè i rifugi in cui riposano e allevano i piccoli, spesso all’interno delle grotte: nel 2024 una colonia nella Grotta delle Lungaie, a Rovegno era entrata tra i siti seguiti dall’Agenzia. Con la bioacustica il monitoraggio si estende ora anche agli ambienti aperti e alle specie in volo.

Sentinelle inconsapevoli

I pipistrelli sono protetti da convenzioni e accordi internazionali, in particolare da EUROBATS, l’Accordo sulla conservazione delle popolazioni di pipistrelli europei, e dalla Direttiva europea Habitat (92/43/CEE), e subiscono molte pressioni, dall’attività umana ai cambiamenti climatici. Proprio il forte legame con il loro ambiente li rende sensibili al clima. Con l’aumento delle temperature alcune specie si spostano verso l’alto, raggiungendo quote dove prima non erano presenti. Seguirne la presenza in montagna diventa così un modo per leggere i cambiamenti in corso: sono sentinelle inconsapevoli del clima che cambia. In Liguria uno dei registratori è stato collocato a circa 2.200 metri di quota.

Un esperto di biodiversità di Arpal posiziona un bat detector a quota 2200 m sulle alpi al confine con la Francia.

Un lavoro tra Italia e Francia

Il monitoraggio coinvolge Arpal per la Liguria, le Aree Protette delle Alpi Marittime e il Parco fluviale Gesso e Stura in Piemonte e il Parc National du Mercantour, nel Dipartimento francese delle Alpes-Maritimes. È finanziato dal programma europeo di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia ALCOTRA, nell’ambito del progetto ALPIMED+ ECOTERR, di cui Arpal è capofila. Una prima fase ha permesso di armonizzare i metodi di studio sui due versanti delle Alpi. L’area indagata si trova in provincia di Imperia e copre circa 300 chilometri quadrati. È stata suddivisa in quadranti di 2×2 chilometri, secondo il metodo già in uso in Francia, privilegiando le zone meno conosciute, poco frequentate e con scarso inquinamento luminoso.

Come funziona il rilievo

I registratori vengono tarati sulle frequenze degli ultrasuoni e si attivano solo nelle ore di attività dei pipistrelli: così registrano quando serve e risparmiano le batterie. Restano sul posto circa una settimana, poi vengono ritirati. Le tracce audio, che vengono visualizzate in sonogrammi come quello dell’immagine sotto, sono infine analizzate da esperti con software dedicati. Il riconoscimento delle specie, almeno per ora, non può fare a meno dell’occhio umano.

Un sonogramma di rhinolophus ferrumequinum una delle specie di chirotteri studiati nel progetto Alpimed+ Ecoterr

Dai suoni ai dati sulla biodiversità

Un quadro aggiornato serve: in Italia sono presenti 34-36 specie di pipistrelli, molte delle quali in Liguria grazie alla varietà di ambienti, ma l’ultimo studio su ampia scala risale al 2013-2015. I dati raccolti confluiranno in  Li.Bi.Oss., l’Osservatorio della Biodiversità Ligure, e saranno confrontati con quelli di Piemonte e Francia. I risultati dialogheranno anche con il progetto ALCOTRA “Cieli stellati / Trames noires”, dedicato a ridurre l’inquinamento luminoso per tutelare la biodiversità.

Articolo redatto da Arpal

Foto di copertina: Un gruppo di pipistrelli appartenenti alla specie ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), fotografia di Dario Ottonello, archivio Arpal.