A Cuneo un Festival dell’Innovazione per i territori non metropolitani che bada ai valori di ambiente, economia e società

A Cuneo un Festival dell’Innovazione per i territori non metropolitani che bada ai valori di ambiente, economia e società

Tutto pronto per la seconda edizione di Great Innova, il festival dell’innovazione che si svolge a Cuneo nelle giornate del 9 e 10 ottobre 2020. Dopo il numero “zero” del 2018 e il grande successo della prima edizione del settembre 2019, quest’anno il festival, ha scelto di darsi il tema portante #BEYOND il potere dei valori e racconterà come l’innovazione debba necessariamente basarsi su tre pilastri imprescindibili: sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Non solo: attraverso i momenti di networking, il festival vuole favorire l’interscambio culturale tra diverse generazioni e professionalità, aiutando la condivisione e lo sviluppo di esternalità positive.

Una nuova sfida per questa giovane manifestazione che incarna perfettamente i principi dello sviluppo sostenibile del PITER ALPIMED ed è già riuscita a creare nuovi ponti tra il cuneese e il resto d’Italia, consolidando relazioni di stima e fiducia con l’ecosistema dell’innovazione italiano, solitamente percepito come molto distante dal territorio locale.

Proprio al locale, ai territori montani, lontani dalle dinamiche metropolitane e dove l’innovazione digitale è meno palpabile, è dedicato Great Innova, che fa parte dell’alleanza “Repubblica Digitale”, un’iniziativa strategica italiana promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri per contrastare ogni forma di divario digitale di carattere culturale.

Gli obiettivi sono ambiziosi, ma a portata di mano: su tutti, incrementare la sensibilizzazione sui temi del digitale, coinvolgendo un pubblico composto anche di giovani studenti. È a loro che vanno trasferiti i valori che guidano l’innovazione, incanalandola nel solco virtuoso della sostenibilità e fornendo gli spunti per l’approfondimento e la condivisione di pratiche utili all’ecosistema locale e non.

Per questa ragione, l’intera prima giornata del festival, venerdì 9 ottobre, è dedicata ai ragazzi: al mattino, gli studenti di tre scuole superiori di Cuneo, Mondovì e Alba verranno coinvolti in approfondimenti sulla cultura d’impresa e la tecnologia, mentre nel pomeriggio la Casa del Fiume, Centro di Educazione Ambientale transfrontaliero del Parco Fluviale Gesso e Stura di Cuneo, sarà teatro di un un laboratorio scientifico per ragazzi dagli 11 ai 14 anni sui cambiamenti climatici. Le ricerche di alcuni scienziati saranno il punto di partenza per attività esperienziali che permetteranno ai giovani partecipanti di guardare al mondo e alle nostre scelte in maniera differente e consapevole. La partecipazione, gratuita, è a numero chiuso e iscrizione obbligatoria secondo le attuali normative: il laboratorio si tiene dalle 17 alle 18.30; info a eventi.parcofluviale@comune.cuneo.it o +39.0171.444501.

Sabato 10 ottobre spazio al grande pubblico con un susseguirsi di quattordici interventi condotti da sedici prestigiosi speakers che, tra mattina e pomeriggio, metteranno a disposizione le proprie esperienze sul tema in un articolato mix di storie che prenderanno il via dai tre valori del festival, ambiente, società ed economia, per dare origine a un flusso immersivo di energie e visioni tese verso la crescita collettiva dell’ecosistema e lo sviluppo delle competenze del futuro.

Per ascoltare gli interventi in programma, che si terranno presso il nuovissimo auditorio Varco di piazza Foro Boario, è necessario acquistare un biglietto di ingresso {qui | https://www.eventbrite.it/e/biglietti-e-in-arrivo-great-innova-2020-a-cuneo-121057473161}. Tutte le informazioni sul festival si possono trovare sul sito https://greatinnova.com.

Great Innova ha ottenuto il patrocinio di Comune di Cuneo, Provincia di Cuneo, Europe Direct Cuneo Piemonte area sud ovest – Sportello per l’Europa e Camera di commercio di Cuneo; è realizzato con il contributo di Fondazione CRC, Banca di Caraglio, Sistemi Cuneo, Nuvola Srl ed è sostenuto da Startup Grind, Fiordirisorse, Koodit, Improving Smart Business, Social innovation Teams Cuneo, Parco Fluviale Gesso e Stura, TAKE5! e TipolitoEuropa.

Il coinvolgimento dei cittadini come vettore di cooperazione territoriale

Il coinvolgimento dei cittadini come vettore di cooperazione territoriale

“Empowering Citizens”, in altre parole il coinvolgimento dei cittadini, è uno dei grandi temi che saranno affrontati durante la 18a Settimana Europea delle Regioni e delle Città (EWRC), che si svolgerà nel corso del mese di ottobre.

Si tratta anche di uno degli obiettivi della futura programmazione del programma di cooperazione territoriale INTERREG ALCOTRA 2021-2027.

Per tutti gli attori del PITER ALPIMED, il tema è un vettore su cui si vuole fare ancora più affidamento per affrontare le sfide in materia di cooperazione territoriale. L’intento dei partner è quello di avviare una discussione sulla strategia di cooperazione territoriale ALCOTRA in territori che condividono problemi e obiettivi comuni.

Per raggiungere questo obiettivo, è stato predisposto un calendario di eventi e questa è un’opportunità per descriverlo in dettaglio.

Il 29 luglio si è tenuto un primo incontro sotto forma di webinar che ha riunito, per la prima volta dalla loro creazione, tutti i 6 PITER italo-francesi con rappresentanti della regione Liguria, del programma ALCOTRA e della Commissione Europea. Per più di due ore, i partecipanti hanno potuto condividere le loro esperienze, trasmettere le buone prassi messe in atto e discutere sulle difficoltà riscontrate nel coinvolgimento dei cittadini. L’iniziativa ha ottenuto un ottimo riscontro, e l’appuntamento potrebbe essere ripetuto nei mesi a venire.

Sulla base di questo primo successo, il PITER ALPIMED ha presentato domanda per organizzare un “participatory lab”, o seminario partecipativo, nell’ambito della “Settimana europea delle regioni e delle città”, evento che si terrà in videoconferenza dato il contesto sanitario. Intitolato “Beyond the borders of citizen engagement”, il laboratorio si terrà il 14 ottobre e mira a riunire circa cento partecipanti da tutta Europa.

In programma in questo evento – che si tiene tradizionalmente ogni anno a Bruxelles – una tavola rotonda con esperti di cooperazione transfrontaliera e di partecipazione dei cittadini, alla quale farà seguito uno scambio di domande e risposte con i partecipanti. Tenendo sempre in mente la volontà di condividere buone prassi e condividere esperienze, questo incontro sarà anche l’occasione per ampliare le tematiche già affrontate il 29 luglio a livello europeo, per individuare soluzioni concrete, per progettare piani d’azione futuri e garantire che il tutto sia svolto con la massima efficacia e utilità possibile.

Moderata da Jean-Paul Judson, la tavola rotonda riunirà attori del settore ed esperti europei di governance per preparare la futura politica di prossimità transfrontaliera che aiuterà ad avvicinare l’Europa ai cittadini. Avendo come punto di partenza i risultati del programma INTERREG ALCOTRA nella regione alpina tra Italia e Francia, e l’esperienza di altre regioni transfrontaliere europee, l’obiettivo è unire le forze di tutti per superare le barriere naturali e creare le condizioni per uno sviluppo territoriale di successo, in cui cittadini, società civile e pubbliche amministrazioni co-creano la loro area di confine comune.

Per chi desiderasse partecipare, le iscrizioni sono ancora aperte: è sufficiente collegarsi al seguente indirizzo per prenotare un posto: https: //europa.eu/regions-and-cities/programme/sessions/1490_en

Partecipando, si avrà l’opportunità di interagire con:

  • Olivier Baudelet, esperto senior ETC / Better governance, DG REGIO, Commissione europea, Belgio.
  • Patrice Harster, Direttore generale, GECT PAMINA, Francia.
  • Szilveszter Holop, Deputy Head of Joint Secretariat Interreg V-A Hungary-Slovakia Programme.
  • Alice Jude, responsabile unità transfrontaliera, Città metropolitana di Nizza, Francia.
  • Judith Lenhart, Project Manager, Trinational Eurodistrict di Basilea, Francia.
  • Marco Rolandi, Responsabile dell’Unità Affari Europei e Relazioni Internazionali, Regione Liguria, Italia.
  • Jean Louis Valls, Direttore, Autorità di Gestione INTERREG V-A POCTEFA FR-SP, Spagna.
  • Davide Perrone, Training officer of Joint Secretariat Cross- Interreg V-A France-Italy ALCOTRA Programme.

Infine, per concludere (in grande stile) questo calendario di eventi sul coinvolgimento dei cittadini per una migliore cooperazione transfrontaliera, il PITER ALPIMED sarà presente in occasione degli eventi euro-alpini che si svolgeranno a Nizza dal 9 all’11 dicembre, un incontro che unisce la Convenzione delle Alpi e il forum annuale di EUSALP (EU Strategy for the Alpine region). Sarà l’occasione per effettuare la restituzione di tutto il lavoro gestito dal PITER ALPIMED attraverso il webinar e il “participatory lab”. Si prevede così di dare una buona visibilità alle azioni e ai progetti già realizzati in vista della futura programmazione del programma ALCOTRA.

Perché le belle immagini sono sempre meglio di un lungo discorso, ecco un video riassuntivo dell’evento.

 

Per vedere le diapositive della presentazione : Presentazione del webinar EWRC

Una ferrovia che è una meraviglia

Una ferrovia che è una meraviglia

Ha recentemente compiuto novant’anni di vita, è lunga circa 120km e nel tratto tra Borgo San Dalmazzo e Breil-sur-Roya attraversa le Alpi Marittime percorrendo le strette valli Roya e Vermenagna grazie a una serie di opere ingegneristiche di grande pregio. Sul suo tracciato vi sono infatti più di ottanta tra ponti e viadotti e si aprono cento gallerie: alcune di esse si avvitano nella roccia seguendo un ardito sviluppo elicoidale per superare il dislivello imposto dalla montagna, circa mille metri in meno di cinquanta chilometri in linea d’aria.

Stiamo parlando della Cuneo-Ventimiglia-Nizza, la “Ferrovia delle Meraviglie”, che nel 2016 è stata inserita dalla rivista tedesca Hörzu tra le dieci più belle linee ferroviarie del mondo.

Fu Camillo Benso, il celebre Conte di Cavour e Primo Ministro italiano, a presentare la richiesta di costruirla nel 1853. I lavori cominciarono però solo nel 1882 e si protrassero per decenni, fino al termine dell’opera con la realizzazione delle ultime tratte sul versante francese soltanto dopo la Prima guerra mondiale: la linea completa fu inaugurata il 30 ottobre 1928.

Dopo la Seconda guerra mondiale, quando fu interrotta e molte sue opere danneggiate, la ferrovia rimase non operativa fino al 1979: solo allora i treni ripresero a viaggiare sul suo binario unico.

Nonostante la sua spettacolarità, la linea vive da tempo una situazione di declino che ha portato a una notevole riduzione delle corse e a una ricorrente minaccia di chiusura, acuita dalla doppia gestione italiana e francese.

Sono tanti i gruppi di sensibilizzazione locale che si stanno impegnando perché non cada l’oblio su questi binari storici e chiedono a gran voce di mettere in atto politiche di rilancio per sviluppare un tracciato che potrebbe rivestire un ruolo di grande rilievo sotto il profilo turistico.

Anche il progetto singolo ALPIMED MOBIL ha messo tra i suoi obiettivi principali la valorizzazione della Cuneo-Ventimiglia-Nizza, vista come un asse strategico per la mobilità sostenibile sul territorio.

Per ottenere questi risultati, una parte del lavoro si sta svolgendo a livello di comunicazione e sensibilizzazione: tra le molte iniziative messe in campo, spicca ciò che sta avvenendo nell’ambito dell’edizione 2020 de I Luoghi del Cuore, il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del patrimonio culturale, organizzato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.

Ogni due anni, il FAI chiede di segnalare e votare “luoghi unici che rappresentano una parte importante della nostra vita e che vorremmo fossero protetti per sempre”, luoghi da non dimenticare e da preservare per il futuro: a seguito delle segnalazioni, gratuite, aperte a tutti – italiani, francesi e non solo – e raccolte in una classifica, l’ente avvia progetti di manutenzione, tutela, promozione e sviluppo per proteggere e valorizzare i beni più votati dal pubblico. Si tratta di un’occasione imperdibile per far emergere angoli di patrimonio culturale che rischiano di essere ingiustamente dimenticati e di cadere in rovina.

Anche la Cuneo-Ventimiglia-Nizza è stata segnalata in questo concorso e, grazie al contributo di comitati spontanei che invitano la popolazione a votare, si trova al momento al secondo posto della classifica. C’è tempo fino al 15 dicembre per votare e contribuire a garantire alla Ferrovia delle Meraviglie un futuro degno del suo nome, salvandone il patrimonio artistico, architettonico ed ingegneristico: il voto può essere assegnato online, sul sito https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/cerca-un-luogo.

Per completare la conoscenza con questa eccezionale opera di ingegneria civile, vi suggeriamo la visita di due affascinanti musei, situati sui due versanti italiano e francese.

Nell’ex deposito delle locomotive della stazione di Breil-sur-Roya si trova l’Ecomusée du Train des Merveilles [https://www.vermenagna-roya.eu/it/patrimonio/ecomuseo-du-haut-pays-e-dei-trasporti/] che conserva moltissimo materiale ferroviario, tra cui spettacolari locomotive. Nella stazione di Robilante ha invece sede il Museo della Cuneo-Nizza [https://www.vermenagna-roya.eu/it/patrimonio/museo-della-cuneo-nizza/], un percorso permanente nel quale cimeli, fotografie d’epoca, apparati di manovra, arredi e plastici consentono di rivivere la storia della linea ferroviaria.

Resta solo una cosa da fare: votare per questa ferrovia meravigliosa.

Crediti fotografici : Federico Santagati

Asini per il cambiamento climatico nel Mercantour

Asini per il cambiamento climatico nel Mercantour

Ogni estate, da dodici anni, gli asini Babouche e Caboche percorrono la valle Roya, intorno a Castérino, per rifornire il Rifugio de la Valmasque situato a 2.333 metri sul livello del mare.

Insieme al loro proprietario Alex Servigne e ai felici escursionisti che accompagna, i due ospiti di Ânes et Merveilles percorrono i nostri magnifici sentieri alpini per quasi due ore e mezza per raggiungere l’iconico guardiano, l’amico Michel Duranti che sorveglia i cinquantadue posti letto che il rifugio mette a disposizione da metà maggio a metà settembre.

 

In un ambiente dominato da rocce ed erba rasa, situato sulle sponde del lac Vert, i due equidi portano i viveri e le provviste che serviranno per rifocillare le centinaia di escursionisti che passano dal rifugio nel corso di tutta l’estate. Lungo il percorso banchettano con qualche foglia di spinacio selvatico sotto lo sguardo divertito di escursionisti, grandi e piccini, che si godono la maestosità del paesaggio che che li circonda. Il percorso di ritorno è dedicato al conferimento dei rifiuti agli impianti di raccolta a valle, limitando così l’utilizzo dei veicoli a motore per tutto il periodo estivo.In totale, la scorsa estate sono stati effettuati quattro carichi e quasi un centinaio dall’inizio di questa iniziativa.

Finanziato dal Parco europeo Alpi Marittime Mercantour nell’ambito del progetto singolo Alpimed Clima, questo approccio originale e virtuoso mostra chiaramente, se di una prova ci fosse ancora bisogno, che un gesto vale più di mille parole. Ogni piccola azione che mettiamo in atto per la protezione del clima aiuta a costruire un mondo migliore.

Un’esperienza simile si sta svolgendo sul versante italiano nelle Aree Protette delle Alpi Marittime dove sono sette i rifugi riforniti con animali da soma, per un totale di quasi quaranta carichi quest’estate.

Se non avete ancora avuto l’opportunità di vedere Babouche e Caboche nel corso di un’escursione alpina, state tranquilli: torneranno a far spuntare il loro naso e le loro orecchie nelle nostre valli l’anno prossimo. Potrebbe anche essere che il servizio venga esteso a tutti gli otto rifugi del Parco Nazionale, dalla valle Roya alla valle dell’Haut Boréon, dalla Valle delle Meraviglie alle valli della Tinée e della Vésubie.

Allora, chi ha detto che la protezione del clima non è cosa da asini?

Crediti fotografici: Alex Servigne