La disponibilità di acqua potabile per le aziende agricole è una priorità assoluta nel nostro territorio. Ciò è particolarmente vero nel cuore dei nostri pascoli di montagna, colpiti dalle conseguenze dei cambiamenti climatici e dalla tempesta Alex dell’ottobre 2020.
Secondo uno studio condotto nel 2019 dalla Chambre d’Agriculture des Alpes-Maritimes, più della metà degli agricoltori ha già riscontrato o riscontra regolarmente problemi idrici sui propri pascoli, che corrispondono a circa un terzo delle superfici del dipartimento. È dunque un tema fondamentale spiegare a chi ha interessi in questo settore che esistono delle soluzioni.

Per illustrare gli sforzi compiuti dalla Chambre d’Agriculture, in collaborazione con i tecnici che lavorano al PITER Alpimed, vi proponiamo 2 esempi di azioni concrete nella gestione delle risorse idriche in montagna.

Frédéric Marquès e Claire Trastour sono allevatori a St Jeannet e hanno ripreso ad utilizzare lo stabilimento per la lavorazione del latte situato nel comune di Marie. L’ambiente di lavoro, nuovissimo e finanziato dal municipio, è stato purtroppo messo in funzione solo una volta prima di essere colpito dal nubifragio dell’ottobre 2020: una frana ha causato lo spostamento dell’unica fonte di acqua potabile 250 metri più a valle. Dopo un primo controllo per valutare l’entità del danno, tutta la comunità agraria e pastorale del dipartimento ha deciso di fornire aiuto e supporto per il ripristino del punto d’acqua. “Il Comune è molto coinvolto nel salvataggio del caseificio. Vogliamo rendere stabile la presenza di questa attività perché è in gioco una parte del nostro patrimonio”, rivela Pierre Faraut, vicesindaco di Marie.
La soluzione individuata è quella di ripristinare l’acqua potabile utilizzando una pompa a relè e un serbatoio di accumulo della capacità di circa cinquanta metri cubi. Un progetto ad alto tasso tecnico che richiede rigore e ingegneria per compensare la natura del terreno.

Si chiama Régis Parmentier e alleva bestiame vicino a Lantosque. Durante il periodo estivo sale con i suoi animali negli alpeggi, presso le Granges de la Brasque nel comune di Utelle. Ma da diversi anni la mancanza d’acqua si fa sempre più sentire e l’unica fonte che rifornisce la grangia regolarmente si prosciuga in piena estate. Un problema che mette a rischio l’esistenza della grangia e l’attività di Régis.
La soluzione proposta dai tecnici della Chambre d’Agriculture consiste nel predisporre nuovi punti d’acqua per l’abbeverata degli animali mediante una migliore distribuzione sui pascoli. Per raggiungere questo obiettivo, l’acqua verrà prelevata quando è abbondante, in primavera e all’inizio dell’estate, per poi essere immagazzinata in una cisterna flessibile, adattata al terreno e economicamente meno costosa. “Con questa soluzione potremo ottenere uno stoccaggio tampone per il periodo di siccità permettendo all’allevatore di avere 40 giorni di autonomia”, spiega Marie Gontier, ingegnere pastorale del CERPAM (Centre d’Études et de Réalisations Pastorales des Alpes-Méditerranée).

Maggiori dettagli nel video collegato.