Grazie al progetto Alpimed Clima, si lavora perché i giovani di oggi diventino gli ambasciatori di domani nella lotta al cambiamento climatico. È questo il principale obiettivo del “Climate Change Camp”, il campus estivo gratuito per ragazzi della scuola primaria e secondaria di 1° grado che si è svolto negli spazi del Parco Fluviale Gesso e Stura di Cuneo tra fine agosto e inizio settembre 2021.

Attività ambientali, naturalistiche e scientifiche, con un focus specifico sul cambiamento climatico e sulle conseguenze che ne derivano, sono il mix di materie con le quali si sono confrontati i trentotto giovani ragazzi, dai dieci ai tredici anni di età, che hanno preso parte al camp. Nel programma, anche la visita all’Oasi naturalistica La Madonnina di Sant’Albano Stura, una delle zone umide più importanti del Piemonte frequentata da oltre 200 specie di uccelli. Una combinazione ben riuscita e che crea i presupposti per lasciare un’impronta forte nei partecipanti: “si tratta di attività concrete e immersive ma basate sempre sull’approccio ludico, che spingono i ragazzi a crescere in consapevolezza e ad uscire dalla propria zona di comfort per vivere esperienze formative”, spiegano gli organizzatori del camp.

Gli spunti li ha forniti Change, la mostra interattiva sui cambiamenti climatici allestita alla Casa del Fiume di Cuneo: un vero e proprio viaggio nel clima che cambia, per aiutare un altro cambiamento: quello che ciascuno di noi deve compiere per limitare l’impatto ambientale nostro e di chi ci circonda.

Per questo importante obiettivo ci si affida ai giovani e alla loro capacità di immaginare un mondo nuovo, nel quale i comportamenti possano cambiare per ridurre il costante surriscaldamento globale del nostro pianeta, e di saperlo comunicare alle famiglie e agli amici: la voce delle generazioni future che guardano, documentano e agiscono in protezione dell’ambiente è infatti una voce fresca e stimolante da ascoltare, capace di far riflettere anche gli adulti più diffidenti.

Non è un caso che una delle frasi chiave del camp sia “gli uomini sono come le ciliegie, uno tira l’altro”, perché è anche grazie al passaparola tra le proprie cerchie famigliari e di conoscenti che si riuscirà a diffondere un messaggio tanto centrale per il futuro della Terra.

L’iniziativa del “Climate Change Camp” è ormai un appuntamento fisso della fine estate cuneese, che neanche la pandemia è riuscita a fermare: sono diversi anni che i ragazzi, prima di ritornare a scuola, si trovano in una aula speciale, la natura, per studiare un tema importantissimo, i cambiamenti climatici. Durante le attività di ogni edizione, i partecipanti vengono stimolati sul fatto che il pianeta Terra è l’unica casa che abbiamo e che dobbiamo imparare a trattarla in un modo migliore dell’attuale, superando la troppo diffusa (e sbagliata) impressione che la sua gestione non sia un tema che ci riguarda direttamente.

L’edizione di quest’anno del camp, collocata nel programma di comunicazione promosso e organizzato nell’ambito del programma Interreg Alcotra 2014-2020 – PITER ALPIMED – Progetto CLIMA”, si è articolata in due turni: dal 23 al 27 agosto diciotto ragazzi della scuola secondaria di primo grado hanno partecipato al “climate change camp teens”, mentre dal 30 agosto al 3 settembre il “climate change camp kids” ha visto la partecipazione di venti bambini che hanno frequentato nello scorso anno scolastico le classi 4° e 5° della scuola primaria. Le attività, con base alla Casa del Fiume e con uscite sul territorio del Parco e in aree limitrofe, si sono svolte nella fascia diurna, nel rispetto delle disposizioni in materia di contenimento del contagio da Covid-19, ed erano riservate a ragazzi residenti nei comuni del Parco fluviale e del territorio del Piter Alpimed.