Il « treno di Biancheri” per celebrare la riapertura della linea

Il « treno di Biancheri” per celebrare la riapertura della linea

Finalmente! È con questa parola di sollievo che si sono espressi i primi viaggiatori a salire nuovamente, il 22 dicembre scorso, sul settore Ventimiglia-Breil-sur-Roya (FR) della linea Nizza-Ventimiglia-Cuneo. Infatti, dopo diversi mesi di chiusura a causa dei danni causati dalla tempesta Alex nell’ottobre 2020, le ferrovie francesi e italiane hanno rimesso in servizio la linea. E nessuno ha risparmiato sforzi per riportare il “Treno delle Meraviglie” di nuovo in carreggiata.

Avviata nel 1883, la costruzione di questo titanico progetto di collegamento tra i due versanti delle Alpi (Nizza-Breil-Tende-Cuneo) ha rappresentato una vera sfida tecnica per gli ingegneri dell’epoca. Per la sua realizzazione sono stati necessari quasi un centinaio di ponti e viadotti, e circa altrettanti tunnel e muri di sostegno.
Inaugurata nel 1928, la linea ferroviaria ha ben presto avuto successo: la gente si accalcava a bordo dei convogli per ammirare i paesaggi e le opere d’arte ingegneristica, a cominciare dalle gallerie ad anello a spirale che permettono di guadagnare quota all’interno della montagna stessa.
Il percorso del “Treno delle Meraviglie” è ormai riconosciuto come una delle linee ferroviarie più stupefacenti del mondo, che permette di scoprire panorami unici tra la costa mediterranea e le alte cime del Mercantour. Con un tratto di un centinaio di chilometri, la linea parte dal livello del mare e sale fino a 1.000 metri di altitudine.
Recentemente la linea ferroviaria si è aggiudicata un importante riconoscimento, come la preferita dai viaggiatori (premio italiano per il “Luogo del Cuore” con più di 75.000 voti), e ora attraversa, ancora una volta, le valli Vermenagna e Roya, tra Italia e Francia.

Per celebrare questo evento, la regione Liguria invita amministratori e tutti coloro che lo desiderano a un momento di festa per la riapertura della linea ferroviaria. Per l’occasione, sabato 14 maggio dalla stazione di Ventimiglia, e in direzione Cuneo, riprende servizio un treno speciale, una carrozza Centoporte battezzata “il Treno di Biancheri” dal nome del famoso parlamentare italiano che lavorò attivamente alla costruzione della linea.

Il programma della giornata è il seguente:

– 9:30: stazione di Ventimiglia. Saluto delle Autorità
– 9:55: partenza del “Treno Biancheri”
– 10:38: Breil-sur-Roya. Salita a bordo delle autorità francesi
– 11:38: Tende. Imbarco sul treno degli amministratori francesi
– 12:07: Limone Piemonte. Salita delle autorità piemontesi
– 12:40: arrivo a Cuneo. Saluti istituzionali dalle autorità piemontesi.
– 13:30: tempo libero e pranzo per le Autorità
– 16:00: partenza per il rientro a Ventimiglia, con le stesse fermate dell’andata
– 19:15: arrivo a Ventimiglia

È possibile effettuare l’intero tragitto oppure scendere alle stazioni di Breil-sur-Roya, Tende o Limone Piemonte.

Dal 5 maggio, il pubblico è invitato a registrarsi su www.iltrenodibiancheri.it. I posti sono limitati (circa 200).

Un incontro per una Carta transfrontaliera del clima

Un incontro per una Carta transfrontaliera del clima

I giovani del nostro territorio continuano nel loro percorso di interazione sui temi della mobilità, dell’innovazione e delle conseguenze del cambiamento climatico. Oggi vi presentiamo un evento che è stata l’occasione per un ampio confronto con gli esperti del progetto Alpimed CLIMA.

Lo scorso 4 marzo si è svolto, presso la sede dell’IMREDD (l’Institut Méditerranéen du Risque, de l’Environnement et du Développement Durable) di Nizza, un incontro tra una quindicina di studenti delle classi scientifiche del liceo Thierry Maulnier di Nizza e i partner europei del progetto. I ragazzi hanno incontrato esponenti della città metropolitana Nice Côte d’Azur, della Chambre des Métiers et de l’Artisanat, della Chambre d’Agriculture, della Communauté d’Agglomération de la Riviera Française, dell’Università di Nice Côte d’Azur e del Parco nazionale del Mercantour.

Terminata la presentazione dell’ente ospitante, il primo momento clou della giornata è stata la visita al centro di supervisione dell’istituto, che ha portato gli studenti ad immergersi in termini concreti sui temi del rischio sismico, dell’inquinamento atmosferico e dell’instabilità energetica. Con gli occhi puntati sugli schermi di controllo e sulle interfacce touch, hanno potuto misurare i problemi, il loro impatto e constatare l’efficacia delle soluzioni innovative sviluppate da IMREDD e dai suoi partner.

Un secondo momento significativo della giornata è stato quello dedicato all’approfondimento delle conoscenze sull’impatto dei cambiamenti climatici, grazie a un’attività di edutainment incarnata dallo strumento ClimaSTORY®.
Divisi in dieci coppie, ciascuna delle quali composta da un liceale e un esperto, gli studenti hanno dovuto mettersi nei panni di un decisore per immaginare percorsi e soluzioni di adattamento sui temi dell’artigianato, del commercio e del turismo, ma anche su quelli della silvicoltura, dell’agricoltura, della pianificazione, della gestione delle risorse e della biodiversità. Impegnate in un lavoro focalizzato su di un territorio immaginario, che mescola paesaggio urbano, agricolo, montano e di pianura, ciascuna coppia ha dovuto riflettere sulle conseguenze del cambiamento climatico rispetto a due argomenti. In questo speciale “gioco di ruolo”, i partecipanti hanno quindi scelto insieme le soluzioni più rilevanti, non prima di un vero e proprio dibattito su alcune di esse. Quello che è stato realizzato dai nostri studenti delle scuole superiori, aiutati e accompagnati dai partner del progetto Alpimed CLIMA, è stato a tutti gli effetti un lavoro di intelligenza collettiva.

I suggerimenti e i percorsi di sviluppo per individuare le soluzioni di adattamento ai mutamenti climatici sono stati poi condivisi con due ricercatori della Facoltà di Legge dell’Università di Nizza, incaricati di redigere una carta climatica transfrontaliera. L’entusiasmo dimostrato in questa occasione dagli studenti delle scuole superiori ha portato i due accademici e i membri del progetto Alpimed CLIMA ad invitarli a continuare la riflessione e a partecipare attivamente al processo di stesura del documento.

Infine, a chiudere questa giornata di scoperte, il terzo e ultimo evento significativo è stata la visita della piattaforma tecnologica dell’IMREDD, durante la quale i nostri studenti si sono trasformati in apprendisti scienziati, interagendo con strumenti tecnologici come stampanti 3D, cuffie per realtà virtuale, bracci robotici e altri veicoli autonomi. Un’immersione in un futuro non così lontano che può aver stimolato i ragazzi nell’orientarsi verso la scelta di un lavoro ma che, senza dubbio, ha dato loro la possibilità di confrontarsi con le innovazioni in atto.

In conclusione, ringraziamo sentitamente gli enti che hanno ospitato le attività della giornata, IMREDD e Università Nice-Côte d’Azur, dando vita ad un lavoro di riflessione collettiva e contribuendo alla scoperta di un luogo di eccellenza, a metà strada tra insegnamento e innovazione.

Il problema dell’acqua investe il futuro dei nostri alpeggi

Il problema dell’acqua investe il futuro dei nostri alpeggi

La disponibilità di acqua potabile per le aziende agricole è una priorità assoluta nel nostro territorio. Ciò è particolarmente vero nel cuore dei nostri pascoli di montagna, colpiti dalle conseguenze dei cambiamenti climatici e dalla tempesta Alex dell’ottobre 2020.
Secondo uno studio condotto nel 2019 dalla Chambre d’Agriculture des Alpes-Maritimes, più della metà degli agricoltori ha già riscontrato o riscontra regolarmente problemi idrici sui propri pascoli, che corrispondono a circa un terzo delle superfici del dipartimento. È dunque un tema fondamentale spiegare a chi ha interessi in questo settore che esistono delle soluzioni.

Per illustrare gli sforzi compiuti dalla Chambre d’Agriculture, in collaborazione con i tecnici che lavorano al PITER Alpimed, vi proponiamo 2 esempi di azioni concrete nella gestione delle risorse idriche in montagna.

Frédéric Marquès e Claire Trastour sono allevatori a St Jeannet e hanno ripreso ad utilizzare lo stabilimento per la lavorazione del latte situato nel comune di Marie. L’ambiente di lavoro, nuovissimo e finanziato dal municipio, è stato purtroppo messo in funzione solo una volta prima di essere colpito dal nubifragio dell’ottobre 2020: una frana ha causato lo spostamento dell’unica fonte di acqua potabile 250 metri più a valle. Dopo un primo controllo per valutare l’entità del danno, tutta la comunità agraria e pastorale del dipartimento ha deciso di fornire aiuto e supporto per il ripristino del punto d’acqua. “Il Comune è molto coinvolto nel salvataggio del caseificio. Vogliamo rendere stabile la presenza di questa attività perché è in gioco una parte del nostro patrimonio”, rivela Pierre Faraut, vicesindaco di Marie.
La soluzione individuata è quella di ripristinare l’acqua potabile utilizzando una pompa a relè e un serbatoio di accumulo della capacità di circa cinquanta metri cubi. Un progetto ad alto tasso tecnico che richiede rigore e ingegneria per compensare la natura del terreno.

Si chiama Régis Parmentier e alleva bestiame vicino a Lantosque. Durante il periodo estivo sale con i suoi animali negli alpeggi, presso le Granges de la Brasque nel comune di Utelle. Ma da diversi anni la mancanza d’acqua si fa sempre più sentire e l’unica fonte che rifornisce la grangia regolarmente si prosciuga in piena estate. Un problema che mette a rischio l’esistenza della grangia e l’attività di Régis.
La soluzione proposta dai tecnici della Chambre d’Agriculture consiste nel predisporre nuovi punti d’acqua per l’abbeverata degli animali mediante una migliore distribuzione sui pascoli. Per raggiungere questo obiettivo, l’acqua verrà prelevata quando è abbondante, in primavera e all’inizio dell’estate, per poi essere immagazzinata in una cisterna flessibile, adattata al terreno e economicamente meno costosa. “Con questa soluzione potremo ottenere uno stoccaggio tampone per il periodo di siccità permettendo all’allevatore di avere 40 giorni di autonomia”, spiega Marie Gontier, ingegnere pastorale del CERPAM (Centre d’Études et de Réalisations Pastorales des Alpes-Méditerranée).

Maggiori dettagli nel video collegato.

Economia circolare: quando i nostri rifiuti tornano materia prima per ricostruire il territorio

Economia circolare: quando i nostri rifiuti tornano materia prima per ricostruire il territorio

Se gli emblemi della resilienza mostrati da tutti gli attori colpiti dalla tempesta Alex di ottobre 2020 sono numerosi, ce n’è uno che assume il suo pieno significato in questo periodo di ricostruzione.
E se i nostri rifiuti diventassero le nostre materie prime? Niente di nuovo, si potrebbe dire, perché è il principio stesso del riciclo, che consiste nel reintrodurre nel ciclo produttivo di un prodotto, un materiale che non sarebbe più utile.
Se spingiamo un po’ oltre la riflessione, possiamo parlare di economia circolare, cioè di un nuovo modello in cui viene abolita la nozione stessa di rifiuto.

Ebbene, è proprio questo modello economico, basato sui pilastri fondamentali del contenimento dei consumi, dello spreco di materie prime e delle fonti energetiche non rinnovabili, che la Camera di Commercio di Cuneo ha appena attuato con l’ausilio di partner pubblici e privati. L’idea è di riutilizzare i materiali trasportati dalla tempesta Alex nella ricostruzione di strade e altri elementi paesaggistici.

È nelle valli Gesso e Vermenagna, particolarmente colpite dalle alluvioni, che nasce questo progetto. “Si tratta di un’iniziativa fondamentale nell’ambito dell’economia circolare ma che diventa anche un virtuoso processo di innovazione” dice Mauro Gola, Presidente della Camera di Commercio di Cuneo.
I primi lavori di questo progetto si sono messi in atto a quota 2000 metri, nei pressi della diga della Piastra, alle porte del paese di Entracque, e in collaborazione con Enel Green Power Italia, che ben presto ha aderito alle attività comprendendone la portata di interesse. “Anche il più importante impianto idroelettrico in Italia è stato colpito dalle alluvioni dell’ottobre 2020 ed è stato dunque naturale per noi aderire a questo processo di rinnovamento”, afferma Andrea Bertino, Water Management Manager per la regione Nord Ovest di Enel Green Power Italia.
Strade di montagna, sentieri e persino un’area picnic situata all’interno del Parco delle Alpi Marittime sono le principali realizzazioni di questo progetto. “Dovevamo essere innovativi e muoverci velocemente per recuperare un territorio e un paesaggio a forte vocazione turistica”, precisa Andrea Bertino nel congratularsi con tutti i partner del progetto.

Questo approccio dovrebbe fungere da modello e da volano per altre iniziative simili, che prevedono il riutilizzo e il recupero sostenibile dei materiali nel nostro territorio.

Maggiori informazioni nel video: https://youtu.be/rlnCV2XYgPc

Aziende del territorio: Argalà e Clair de Lume

Aziende del territorio: Argalà e Clair de Lume

I loro nomi sono Argalà e Clair de Lume, e sono le prime due aziende messe in evidenza dalla Camera di Commercio di Cuneo nella serie “Le aziende raccontano il territorio“.

È ai piedi della Bisalta, nel comune di Boves, che due amici d’infanzia hanno deciso di creare la loro distilleria artigianale. Chiamati Argalà, che significa “molto soddisfacente” nel dialetto locale, Piero ed Enrico hanno avuto una passione per i fiori e le piante fin da bambini. Nel 2011, hanno avuto un’idea originale: unire la Provenza, il Sud della Francia e la provincia di Cuneo producendo il primo pastis 100% italiano con materie prime locali e di alta qualità.

L’idea ha sedotto la gente in Italia e ben oltre i confini europei, e ha spinto i giovani imprenditori a diversificare la loro produzione creando un’intera gamma di prodotti. È così che è nata la gamma di liquori “Figli dei Fiori”, onorando l’essenza stessa di piante ed erbe come la camomilla, il gelsomino o lo zafferano, oltre alla creazione di un vermut unico in collaborazione con una società francese. Oggi, il catalogo di Argalà comprende quasi quindici prodotti e si sta conquistando una clientela internazionale, soprattutto americana e australiana.

Potete trovare i prodotti dell’azienda sul loro sito: www.argalart.com e conoscere Pietro ed Enrico attraverso il video collegato.
Attenzione: Bevi responsabilmente.

Clair de Lume si trova a Chiusa di Pesio, nel cuore del Parco Naturale del Marguareis. È qui che un’artista francese, Patricia Lamouroux, si è stabilita 22 anni fa. Volendo vivere e prosperare a contatto diretto con la natura, questo designer di bigiotteria ha riportato il delicato lavoro del vetro nel villaggio dove un tempo sorgeva la fabbrica reale di cristalli, dando il via a una tradizione secolare di lavorazione del vetro in fornace.

Molto impegnata nella difesa delle tradizioni vetrarie, Patricia onora il vetro di Murano nelle sue creazioni meticolose e originali. Ti piacerà adornarti con un paio di orecchini dai colori pastello o una collana di perline di vetro rosse fiammeggianti.

La consacrazione è arrivata nel 2020, quando il suo lavoro è stato riconosciuto dall’Associazione delle perle di Venezia, che aveva appena visto la sua arte elencata come patrimonio immateriale dell’umanità. La fabbricazione delle perle veneziane ha ora un ambasciatore di primo piano nel cuore della provincia di Cuneo: Clair de Lume.

Potete trovare i gioielli di Patricia e informazioni sulla creazione di perle di vetro sul sito www.clairdelume.com.
Conosci questo designer atipico, francese di nascita e italiano d’adozione, cliccando sul link del video.