Una ferrovia che è una meraviglia

Una ferrovia che è una meraviglia

Ha recentemente compiuto novant’anni di vita, è lunga circa 120km e nel tratto tra Borgo San Dalmazzo e Breil-sur-Roya attraversa le Alpi Marittime percorrendo le strette valli Roya e Vermenagna grazie a una serie di opere ingegneristiche di grande pregio. Sul suo tracciato vi sono infatti più di ottanta tra ponti e viadotti e si aprono cento gallerie: alcune di esse si avvitano nella roccia seguendo un ardito sviluppo elicoidale per superare il dislivello imposto dalla montagna, circa mille metri in meno di cinquanta chilometri in linea d’aria.

Stiamo parlando della Cuneo-Ventimiglia-Nizza, la “Ferrovia delle Meraviglie”, che nel 2016 è stata inserita dalla rivista tedesca Hörzu tra le dieci più belle linee ferroviarie del mondo.

Fu Camillo Benso, il celebre Conte di Cavour e Primo Ministro italiano, a presentare la richiesta di costruirla nel 1853. I lavori cominciarono però solo nel 1882 e si protrassero per decenni, fino al termine dell’opera con la realizzazione delle ultime tratte sul versante francese soltanto dopo la Prima guerra mondiale: la linea completa fu inaugurata il 30 ottobre 1928.

Dopo la Seconda guerra mondiale, quando fu interrotta e molte sue opere danneggiate, la ferrovia rimase non operativa fino al 1979: solo allora i treni ripresero a viaggiare sul suo binario unico.

Nonostante la sua spettacolarità, la linea vive da tempo una situazione di declino che ha portato a una notevole riduzione delle corse e a una ricorrente minaccia di chiusura, acuita dalla doppia gestione italiana e francese.

Sono tanti i gruppi di sensibilizzazione locale che si stanno impegnando perché non cada l’oblio su questi binari storici e chiedono a gran voce di mettere in atto politiche di rilancio per sviluppare un tracciato che potrebbe rivestire un ruolo di grande rilievo sotto il profilo turistico.

Anche il progetto singolo ALPIMED MOBIL ha messo tra i suoi obiettivi principali la valorizzazione della Cuneo-Ventimiglia-Nizza, vista come un asse strategico per la mobilità sostenibile sul territorio.

Per ottenere questi risultati, una parte del lavoro si sta svolgendo a livello di comunicazione e sensibilizzazione: tra le molte iniziative messe in campo, spicca ciò che sta avvenendo nell’ambito dell’edizione 2020 de I Luoghi del Cuore, il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del patrimonio culturale, organizzato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.

Ogni due anni, il FAI chiede di segnalare e votare “luoghi unici che rappresentano una parte importante della nostra vita e che vorremmo fossero protetti per sempre”, luoghi da non dimenticare e da preservare per il futuro: a seguito delle segnalazioni, gratuite, aperte a tutti – italiani, francesi e non solo – e raccolte in una classifica, l’ente avvia progetti di manutenzione, tutela, promozione e sviluppo per proteggere e valorizzare i beni più votati dal pubblico. Si tratta di un’occasione imperdibile per far emergere angoli di patrimonio culturale che rischiano di essere ingiustamente dimenticati e di cadere in rovina.

Anche la Cuneo-Ventimiglia-Nizza è stata segnalata in questo concorso e, grazie al contributo di comitati spontanei che invitano la popolazione a votare, si trova al momento al secondo posto della classifica. C’è tempo fino al 15 dicembre per votare e contribuire a garantire alla Ferrovia delle Meraviglie un futuro degno del suo nome, salvandone il patrimonio artistico, architettonico ed ingegneristico: il voto può essere assegnato online, sul sito https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/cerca-un-luogo.

Per completare la conoscenza con questa eccezionale opera di ingegneria civile, vi suggeriamo la visita di due affascinanti musei, situati sui due versanti italiano e francese.

Nell’ex deposito delle locomotive della stazione di Breil-sur-Roya si trova l’Ecomusée du Train des Merveilles [https://www.vermenagna-roya.eu/it/patrimonio/ecomuseo-du-haut-pays-e-dei-trasporti/] che conserva moltissimo materiale ferroviario, tra cui spettacolari locomotive. Nella stazione di Robilante ha invece sede il Museo della Cuneo-Nizza [https://www.vermenagna-roya.eu/it/patrimonio/museo-della-cuneo-nizza/], un percorso permanente nel quale cimeli, fotografie d’epoca, apparati di manovra, arredi e plastici consentono di rivivere la storia della linea ferroviaria.

Resta solo una cosa da fare: votare per questa ferrovia meravigliosa.

Crediti fotografici : Federico Santagati

Asini per il cambiamento climatico nel Mercantour

Asini per il cambiamento climatico nel Mercantour

Ogni estate, da dodici anni, gli asini Babouche e Caboche percorrono la valle Roya, intorno a Castérino, per rifornire il Rifugio de la Valmasque situato a 2.333 metri sul livello del mare.

Insieme al loro proprietario Alex Servigne e ai felici escursionisti che accompagna, i due ospiti di Ânes et Merveilles percorrono i nostri magnifici sentieri alpini per quasi due ore e mezza per raggiungere l’iconico guardiano, l’amico Michel Duranti che sorveglia i cinquantadue posti letto che il rifugio mette a disposizione da metà maggio a metà settembre.

 

In un ambiente dominato da rocce ed erba rasa, situato sulle sponde del lac Vert, i due equidi portano i viveri e le provviste che serviranno per rifocillare le centinaia di escursionisti che passano dal rifugio nel corso di tutta l’estate. Lungo il percorso banchettano con qualche foglia di spinacio selvatico sotto lo sguardo divertito di escursionisti, grandi e piccini, che si godono la maestosità del paesaggio che che li circonda. Il percorso di ritorno è dedicato al conferimento dei rifiuti agli impianti di raccolta a valle, limitando così l’utilizzo dei veicoli a motore per tutto il periodo estivo.In totale, la scorsa estate sono stati effettuati quattro carichi e quasi un centinaio dall’inizio di questa iniziativa.

Finanziato dal Parco europeo Alpi Marittime Mercantour nell’ambito del progetto singolo Alpimed Clima, questo approccio originale e virtuoso mostra chiaramente, se di una prova ci fosse ancora bisogno, che un gesto vale più di mille parole. Ogni piccola azione che mettiamo in atto per la protezione del clima aiuta a costruire un mondo migliore.

Un’esperienza simile si sta svolgendo sul versante italiano nelle Aree Protette delle Alpi Marittime dove sono sette i rifugi riforniti con animali da soma, per un totale di quasi quaranta carichi quest’estate.

Se non avete ancora avuto l’opportunità di vedere Babouche e Caboche nel corso di un’escursione alpina, state tranquilli: torneranno a far spuntare il loro naso e le loro orecchie nelle nostre valli l’anno prossimo. Potrebbe anche essere che il servizio venga esteso a tutti gli otto rifugi del Parco Nazionale, dalla valle Roya alla valle dell’Haut Boréon, dalla Valle delle Meraviglie alle valli della Tinée e della Vésubie.

Allora, chi ha detto che la protezione del clima non è cosa da asini?

Crediti fotografici: Alex Servigne