È successo il 2 ottobre 2020. Alex, la prima tempesta della stagione invernale, formatasi sul Nord Atlantico, si è abbattuta violentemente sulle Alpi del Mediterraneo, e più in particolare su 4 delle sue valli: Vermenagna e Argentina sul versante italiano, Vésubie e Roya dalla parte francese. In 24 ore, sui nostri villaggi sono cadute piogge torrenziali dopo le quali, ai nostri occhi attoniti, si è presentato un paesaggio desolato, pieno di tristezza e incomprensione.

Ma, ben presto, lo sconforto ha ceduto il passo alla voglia di fare grazie a una solidarietà e un aiuto reciproco senza pari, di cui solo gli abitanti di queste valli conoscono il segreto. Ovviamente, molte case devono essere ricostruite, tante infrastrutture devono essere ripristinate o riconsolidate e numerosi edifici produttivi devono essere rinforzati. Ma c’è una tale energia che potrebbe essere una fonte di ispirazione ben più ampia, quasi universale, dopo un anno 2020 senza precedenti e difficile sotto tutti i punti di vista.

Dunque, com’è organizzata la vita nel nostro territorio montano transfrontaliero dopo un disastro naturale di tale portata?

Più in generale, quali sono gli impatti dei cambiamenti climatici sull’abitabilità delle nostre valli?

È ciò che abbiamo voluto cercare di capire incontrando alcuni degli abitanti di queste valli italiane e francesi.

Sono agricoltori, ristoratori, guide alpine, studenti delle scuole medie e superiori, educatori sportivi o imprenditori e abbiamo raccolto le loro testimonianze intorno a 4 grandi temi: turismo, agricoltura, mobilità e paesaggio.

Scopritele attraverso i 4 video che accompagnano l’articolo.

 

 

 

Non c’è dubbio: grazie a persone come quelle che vedrete, il nostro territorio transalpino riuscirà a risollevarsi.

Grazie a tutti per la vostra energia e per la resilienza che dimostrate.